#ALIMENTALAMORE, UN AMORE “BESTIALE”

È un set molto speciale quello allestito al Castello Sforzesco di Milano per San Valentino. Alimentalamore alla terza edizione è una iniziativa promossa da Coop Lombardia. Un set fotografico a disposizione di animali e umani per raccontare quanto sia speciale il rapporto con loro.

Nonostante la temperatura, il clima sotto le volte del portico sforzesco è di composta eccitazione. Cani grandi e piccoli scondinzolano, si annusano, dormono in attesa di posare per la fotografia d’autore (anzi d’autrice) con i propri amati che li accompagnano, uomini e donne, bambine e bambini. Gatti e gattini, non mancano conigli e candide oche

Sono quasi “umani” questi nostri straordinari compagni di vita, che alla fine ci somigliano e noi un po’ somigliamo a loro. Un gioco di specchi quasi evanescente, che la potenza della fotografia riesce a mostrare.

«Secondo l’ultimo rapporto Eurispes, il 43,3%, degli italiani vive con un animale domestico, per la maggior parte cani (60,8%) e gatti (49,3 %) – afferma Alfredo De Bellis vice presidente Coop Lombardia –  e sono considerati membri della famiglia a tutti gli effetti.»

Arrivando qui per affidare le nostre creature agli scatti della brava Silvia Amodio, le famiglie scoprono che si possono aiutare animali abbandonati. Alimentalamore infatti è una campagna promossa da Coop Lombardia in collaborazione con le amministrazioni comunali lombarde e le associazioni animaliste, che si sviluppa su più piani. 

  • una colletta alimentare, cioè un sistema controllato che permette ai privati di donare cibo ed oggetti utili ad associazioni animaliste o a istituzioni comunali,
  • che provvedono a distribuirlo dove c’è bisogno. La raccolta è organizzata nei punti vendita Coop della Lombardia (qui la mappa) dove si possono lasciare le donazioni in appositi contenitori all’ingresso.

Il progetto funziona, lo dicono i numeri: 288.000 pasti di cibo per animali donati in soli 11 mesi in 23 punti vendita Coop della Lombardia. Un progetto di charity che spinge a donare con generosità.

La garanzia che il cibo donato arrivi a “destinazione” viene dal rapporto di collaborazione stretto con le associazioni animaliste. Ma la campagna ha anche un obiettivo culturale, cioè lo sviluppo di una maggiore sensibilità sul tema del benessere animale. 

NUOVE FAMIGLIE (ANIMALI COMPRESI)

«Famiglia è là dove ci si vuole bene, indipendentemente da come è composta. Per questo abbiamo scelto il giorno di San Valentino per lanciare la campagna», dice Silvia Amodio, fotografa e giornalista che, ritratto dopo ritratto, si è specializzata nel raccontare le relazioni tra noi e i nostri animali cogliendone il punto di vista etico e filosofico. Suo il progetto di ricerca eto-antropologica Human dog con 150 scatti realizzati nel 2016 nati dall’incontro con la campagna Alimentalamore di Coop Lombardia. Una selezione dei ritratti sarà visibile anche quest’anno, a primavera nel Cortile della Rocchetta Elefante del Castello Sforzesco di Milano.

«Questi ritratti raccontano del rapporto tra animali ed esseri umani, ma dicono tanto anche della nostra società – spiega Silvia Amodio -. A Milano molte persone anziane hanno come unico riferimento affettivo l’animale che vive con loro. Sul set arrivano non solo famiglie tradizionali, ma anche donne e uomini che hanno scelto di vivere da single con il proprio cane e coppie omosessuali che – ne sono certa – solo 10 o 15 anni fa non avrebbero accettato di farsi fotografare».

IL GATTO SENZA STIVALI

Testimonial della campagna Alimentalamore è il cane, simbolo d’amore e fedeltà con i suoi 15mila anni di vita, accanto a questi animali chiamati esseri umani. Ma a Milano, ad avere bisogno di cibo e cure sono piuttosto i gatti randagi.

Il il 70% del cibo raccolto nella colletta alimentare è per cani, il 30% per gatti. «Questo rapporto andrebbe invertito», osserva De Bellis. «E in alcuni punti vendita siamo riusciti a farlo».

Sono infatti 1000 le colonie feline censite in città, per un totale di circa 20mila gatti accuditi da cittadini e cittadine volontarie che investono il loro tempo e spendono denaro di tasca propria per sfamarli. Come Rosi, attiva da 40 anni nell’accudimento della colonia del Castello Sforzesco, che vediamo all’opera in questo video.

PER I NOSTRI AMICI SOLO CIBO DI QUALITA’

Mangiano meno, mangiano meglio. I dati sul pet food li racconta il  Rapporto Assalco Zoo-mark 2016 : si riducono i volumi di cibo acquistato (-0,2% nel 2015), ma cresce il valore della spesa (+3,4% nel 2014), segnale di «una diffusa attenzione alla salute e al benessere» – si legge nel Rapporto – che si manifesta attraverso la scelta di alimenti di alta qualità (i cosiddetti premium e superpremium) e di alto contenuto di funzionalità che permettano una dieta equilibrata e siano garanzia di salute e benessere». Come orientarsi, dunque?

Le due regole d’oro del consumatore accorto valgono anche per il cibo destinato ai nostri fedeli amici. Primo, saper leggere l’etichetta. Secondo, non prendere il prezzo come indicatore di qualità di un prodotto. Una marca, infatti, può costar cara solo perché molto pubblicizzata. Il primo ingrediente in etichetta è quello presente in percentuale maggiore, e a seguire in ordine decrescente. 

«La percentuale minima di materia prima principale per esempio carne o pesce non è fissata per legge», spiega Luca Cappellari,  responsabile merci e mestieri Coop Lombardia. «Né è obbligatorio indicare la presenza di appetizzanti, cioè additivi che simulano o enfatizzano un gusto per affezionare l’animale, soprattutto il gatto) al consumo di quel prodotto, e neppure la quantità di ceneri che rimangono all’interno dal processo di lavorazione dei filati di carne nel prodotto secco. Coop ha abolito  l’uso di appetizzanti e sceglie fra i fornitori quelli che si impegnano nella riduzione della quantità di ceneri».

Sempre più orientati verso i prodotti premium, i consumatori sono spinti a cercare il cibo che meglio si adatta ai bisogni specifici degli animali, per fare due esempi: il gatto castrato o il cane attivo. Che abbiano quindi precisi equilibri nutrizionali, anche con l’aggiunta di componenti specifici.

Che cosa prevede la legge? Una descrizione sintetica e precisa è fornita da justodg.it. A proposito degli additivi, che hanno la funzione di mantenere la qualità del prodotto nel tempo e talvolta di incrementarne il livello nutritivo: 

i produttori sono tenuti ad etichettarne alcuni facendoli precedere proprio dalla parola “additivi”, mentre i gruppi funzionali “conservanti”, “coloranti” e “antiossidanti” possono essere etichettati semplicemente come tali; infine, sostanze quali gli “additivi nutrizionali” possono essere descritte anche nella sezione “componenti analitici”.

ANIMALI, NON GIOCATTOLI

Non ci crederete ma si stima che in Italia gli animali che vivono con noi, dentro e fuori le mura domestiche, siano 60 milioni, e il loro numero è rimasto stabile negli ultimi anni, come racconta il Rapporto Assalco Zoo-mark.

Di questi solo 14 milioni e 400mila sono gatti (51,8%) e cani (48,2%). La gran parte degli animali da compagnia, infatti, vive in acqua: quasi 30 milioni di pesci. Gli uccelli che vivono in gabbiette domestiche sono 12 milioni e, infine, abbiamo 3 milioni e 200mila tra piccoli mammiferi e rettili. Migliaia finiscono per essere abbandonati: «Quella dei conigli è un’emergenza poco conosciuta, sono in aumento le colonie formate da individui domestici abbandonati o dispersi» si legge sul sito della campagna Alimentalamore. 
Un rapporto di amore e di fiducia. I nostri animali si affidano, dipendono da noi. Per questo è importante insegnare ai nostri figli e non solo, il rispetto queste straordinarie e generose creature. Un’altra delle iniziative collegate alla campagna Alimentalamore, è il calendario 2017 Storie d’amicizia  tra bambini e animali. Ci sono cani, gatti, conigli, un piccione e, naturalmente, le galline. Ogni coppia una straordinaria storia d’amore.

Gratitude yummi.club
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