CETA: il 2017 sarà l’anno cruciale

Il contestato Accordo di libero scambio tra Canada e Unione Europea (CETA) fa un altro passo avanti con il voto del 23 novembre del Parlamento europeo a Strasburgo. La proposta che la Corte di Giustizia Europea si esprimesse sulla compatibilità del CETA con i Trattati Europei è stata bocciata con 419 voti contrari e 258 favorevoli. Questo voto non è neanche stato preceduto da un dibattito in aula, come era stato chiesto in una risoluzione sottoscritta da 84 deputati. Niente da fare, in 184 si sono opposti alla discussione. Sono due segnali preoccupanti per chi si oppone al CETA per le sue ricadute sul piano dei diritti dei consumatori.

Tra le deputate e i deputati europei che hanno votato a favore della proposta sulla Corte di giustizia europea e che hanno chiesto più tempo per poter discutere del CETA vi è Eleonora Forenza, del gruppo della Sinistra Unitaria Europea (GUE/NGL). Le abbiamo chiesto di aiutarci a chiarire quali sono i passaggi necessari per l’entrata in vigore del Trattato, tutt’ora in fase di ratifica dopo la firma di sottoscrizione del trattato UE-Canda ottenuta il 30 ottobre scorso dopo avere superato per un soffio le resistenze del Belgio. La strada per la ratifica è ancora lunga e per questo il 2017 sarà un anno cruciale.

Per l’approvazione definitiva ci vorrà il voto favorevole delle assemblee elettive di tutti i Paesi europei. Vuol dire che anche un solo voto contrario invaliderà l’accordo?

La ratifica – un potere riservato generalmente all’esecutivo –, al pari della firma – un atto di natura parlamentare – , di un trattato internazionale prevede che vi sia l’unanimità. Il rifiuto più che probabile da parte di almeno uno dei parlamenti nazionali che esamineranno il CETA può portare alla sua caduta. Per questo siamo contrari anche all’applicazione provvisoria di un trattato altamente controverso che probabilmente non vedrà mai la luce: crediamo sia una questione di legittimità democratica. E non considero neanche un caso che proprio il Governo Italiano e in particolare il Ministro Calenda propendesse per forzare il Trattato di Lisbona considerando il CETA un affare tutto europeo e trasformando questo in un pericoloso precedente in vista di altri negoziati, come il TTIP. In Italia Camera e Senato a costituzione vigente sono responsabili in maniera congiunta della ratifica dei trattati internazionali, sebbene il governo Renzi abbia provato in tutti i modi ad evitare il passaggio parlamentare.

È stabilita una data entro cui tale ratifica dovrebbe avvenire? 

No: la ratifica non ha un tempo limite, così come l’applicazione provvisoria…

I Paesi europei potranno indire referendum: significa che i governi possono indire la consultazione referendaria? O che può farlo la società civile? 

Dipende da paese a paese, ad esempio in Olanda è possibile indire il referendum sulla ratifica previa raccolta di circa 300mila firme. Lo stesso meccanismo che ha portato gli olandesi a bocciare l’accordo tra UE e Ucraina. Simili procedure sono attivabili in Bulgaria, Danimarca, Francia, Grecia, Irlanda, Croazia, Lituania, Austria, Polonia, Romania, Slovacchia, Ungheria e UK. Per questo il 2017 sarà un anno cruciale, perché sarà un anno di mobilitazioni in tutta Europa per chiedere dove possibile i referendum e fare in modo che i cittadini possano esprimersi su questo trattato.

Nel trattato è contenuta una clausola di “applicazione provvisoria”, parti del CETA potrebbero entrare in vigore da subito.

Daremo battaglia durissima su questo punto al Parlamento Europeo perché crediamo che l’applicazione di un trattato non ancora approvato sia un abuso legale e politico. Non sappiamo quanto tempo sarà necessario alla ratifica degli Stati membri, quello che è certo è che l’applicazione provvisoria non avrà un limite temporale e quindi potrebbe essere applicato in questo modo sine die… Si tratta di uno stratagemma per depotenziare, se non proprio per dribblare il via libera dei parlamenti nazionali che non permetteremo. 

Quali parti del trattato entrerebbero in vigore, in questo caso, quando e con quali conseguenze?

Solo quelle parti dell’accordo di competenza esclusiva dell’UE. Quindi tutte quelle parti relative alla cooperazione regolatoria, o sulle quali sono state espresse riserve, in quanto possono impattare sulle prerogative dei legislatori nazionali, vanno a nostro parere stralciate. Questo finché la Corte di Giustizia Europea non si esprima sul trattato tra UE e Singapore, definendo se questo genere di trattati sia da qualificare di esclusiva competenza dell’Unione o se come un accordo misto da sottoporre a ratifica dei parlamenti nazionali. 

I favorevoli sostengono che il Canada ha uno standard di tutela dei diritti dei consumatori simile a quello europeo, e che anche le leggi in materia di agricoltura non sono tanto diverse.

Il Canada ha un regime di protezione agroalimentare diverso dal nostro. Ad esempio, mentre in Italia il principio di precauzione è il cardine dei controlli nel campo dell’ agroalimentare, in Canada non è così. Eppure il CETA chiede che Canada e EU trovino sistemi di controllo e certificazione comuni, prendano impegni sanitari e fitosanitari, e disposizioni sulla composizione delle controversie. In molti casi il compromesso è al ribasso.

Il principio di precauzione non è menzionato nel CETA in maniera convincente, e si fa solo riferimento alle disposizioni WTO che consentono un divieto permanente al commercio solo se vi è un consenso scientifico che riconduca il danno a uno specifico prodotto o ingrediente. In caso di inesattezza o disaccordo scientifico, si applica al massimo un divieto temporaneo, anni luce cioè dai nostri standard.

OGM ed etichettatura: mentre in Canada non è necessario dichiarare la provenienza OGM degli alimenti, l’Europa ha adottato l’etichettatura obbligatoria per ogni prodotto che contenga più dello 0.9% di OGM.

Inoltre noi europei non permettiamo che vengano usati  OGM per l’alimentazione umana e per questo nel 2003 il Canada ha citato in sede WTO l’Unione Europea.

In definitiva il CETA è un’ulteriore pressione sulla legislazione europea in tema di OGM.

 

Gratitude yummi.club
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