Efedrina “brucia-grassi” vietata solo nei prodotti galenici

Il Ministero della salute ha vietato l’uso di efedrina nei prodotti dimagranti galenici, o “prodotti magistrali”, cioè quelli preparati in farmacie e para-farmacie. L’efedrina è uno dei principi attivi presenti in alcuni prodotti “brucia-grassi” diffusi tra gli sportivi, perché accelera il metabolismo. L’efedrina, o ephedrine, ha una struttura chimica simile a quella dell’anfetamina (vedi la scheda dell’Istituto superiore di sanità) ed è inserita nella lista delle sostanze proibite dalla Agenzia mondiale anti-doping (World Anti-Doping Agency). Psicosi, ictus e attacchi cardiaci sono gli “eventi avversi” associati all’uso di efedrina già dalla fine degli anni Novanta.

Il decreto ministeriale che la vieta per i prodotti galenici dimagranti è in vigore dal 12 dicembre 2015 e si aggiunge a quelli di maggio, luglio e agosto che hanno già vietato altre sostanze utilizzate nei prodotti “bruciare grasso”. Si tratta di fenilpropanolamina/norefedrina, pseudoefedrina, triac, clorazepato, fluoxetina, furosemide, metformina, bupropione e topiramato.

Queste sostanze continuano però ad essere utilizzate nei “brucia-grassi” prodotti da marchi industriali venduti in farmacia come gli altri prodotti da banco oltre che sulle piattaforme di vendita online. Vietate, dunque, ma solo nei prodotti galenici? A mettere in luce questa incoerenza è Paola Minghetti, presidente della Sipaf, Società dei farmacisti preparatori, intervistata da Quotidiano sanità, che afferma:

“I principi attivi possono essere pericolosi o non esserlo, o esserlo a seconda dell’uso che se ne fa. Questo è il caso dell’efedrina: un principio attivo non pericoloso di per sé ma al centro di comportamenti scorretti da parte dei medici. Una distinzione importante, perché se è vero che i comportamenti scorretti sono inaccettabili e vanno perseguiti, è altrettanto vero che l’uso corretto di una preparazione galenica a base di efedrina rappresenta una soluzione terapeutica più appropriata per alcuni casi di obesità, come dimostrato da alcuni studi scientifici. Il divieto assoluto imposto dal ministero, dunque, discrimina i pazienti, oltre a penalizzare il prodotto galenico rispetto al farmaco industriale a base di efedrina, che resta invece in commercio, anche sotto forma di Otc, cioè farmaci da banco dispensabili senza ricetta medica, a conferma che si tratta di un principio attivo non pericoloso di per sé. Lo stesso vale per altre molecole dimagranti vietati da precedenti decreti ministeriali e contro i quali abbiamo già presentato ricorso al Tar ”.

Minghetti suggerisce, nella stessa intervista, di non vietare ma di regolamentare l’uso della sostanza vincolandone la prescrizione a determinati casi: “Ad esempio, si sarebbe potuto decidere di limitare la prescrizione ai medici specialisti. Oppure stabilire il limite delle prescrizioni ai soli pazienti con indice di massa corporea superiore a 30. Insomma, si sarebbe dovuto trovare il modo di rendere indisponibile la molecola per i casi inappropriati, garantendo la sua disponibilità ai pazienti che ne hanno bisogno”.

 

E.C.

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