Green Network: il raggiro al telefono

Le telefonate promozionali sono di per sé una seccatura, ma il rischio vero è che nascondano pratiche commerciali scorrette e di vedersi recapitare a casa un contratto senza averlo sottoscritto. È il caso di Green Network, che vende gas ed elettricità. Sono circa trecento le segnalazioni di utenti che le associazioni dei consumatori hanno fatto pervenire all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, che  ha avviato un procedimento per verificare la regolarità delle procedure di contratto. Già nel novembre 2015 Green Network ha ricevuto una sanzione di 240.000 euro per aver messo in atto pratiche commerciali scorrette di tipo aggressivo. È bene sapere, in ogni caso, che la sola registrazione telefonica non è sufficiente: perché il contratto abbia valore deve esserci un modulo sottoscritto.

Come funziona il raggiro? Ecco il racconto di una utente turlupinata:

Ho ricevuto da Green Network una telefonata sul cellulare. L’operatore, una voce maschile con accento straniero, mi ha proposto di mandarmi a casa del materiale informativo con una proposta commerciale. Disse che avrei ricevuto un contratto ma di non preoccuparmi, e che il contratto non dovrà essere rispedito firmato, ma che si tratta solo di pubblicità. Insospettita, ma anche incuriosita, rispondo di mandarmi pure il materiale a casa.

L’operatore mi chiede conferma del mio nome e cognome. Confermo. Mi chiede conferma dell’indirizzo. Confermo. Quando mi chiede il codice fiscale capisco che stanno registrando un contratto telefonico e a quel punto dico “no guardi, questi dati non glieli do”. 

A quel punto l’operatore mette la telefonata in pausa dopo avermi detto di attendere in linea per chiedere alla sua responsabile. Io attendo diversi minuti. Dopodiché l’operatore riprende la linea, mi avvisa che la telefonata è conclusa e mi saluta. 

Tre settimane dopo mi è arrivato a casa il plico di Green Network con il contratto e due lettere: “conferma della conclusione del contratto per la fornitura di energia elettrica sul libero mercato” e la lettera di “invio contratto per attivazione fornitura energia elettrica e/o gas naturale”. 

Nelle lettere mi si informava di avere concluso telefonicamente un contratto secondo “l’offerta commerciale Home energy, compresa nel plico contrattuale già inviatoLe contenente le condizioni generali di contratto”. Falso: la lettera è arrivata insieme al contratto, non prima.

Non poco contrariata, contatto subito il servizio clienti e spedisco via mail il modulo per l’esercizio del diritto di ripensamento. Nello stesso giorno ricevo da Green Network una mail: “l’utenza da Lei indicata non partirà in fornitura con la scrivente Società”. 

Questa signora ha esercitato il diritto di ripensamento entro 14 giorni dalla ricezione del plico, diritto previsto nei casi di contratti a distanza. In caso contrario, quale valore avrebbe avuto il contratto?

Lo abbiamo chiesto alla avvocata Marisa Marraffino: “Innanzitutto in caso di contatto telefonico il consumatore deve sempre ricevere un modulo di conferma da sottoscrivere per iscritto, altrimenti il contratto non si perfeziona perché la sola registrazione non basta. Ci vuole per forza il contratto scritto. Lo dice la delibera n.664/06/CONS dell’AGCOM (Autorità per le Garanzie nelle COMunicazioni). Le sanzioni per l’operatore che non rispetta le norme sono previste direttamente dal Codice delle comunicazioni elettroniche (Dlgs 259/2003). In ogni modo, è importante segnalare questi episodi anche al fine di evitare che possano ripetersi e diventare addirittura una prassi consolidata di molte aziende”.

Infatti nella vicenda in cui è incappata la nostra lettrice, c’è qualcosa di ancora più grave:

“Nella lettera che accompagna il contratto c’è scritto che sul sito di Green Network è disponibile la registrazione della telefonata con cui avrei stipulato il contratto. L’ho trovata in effetti nella mia area cliente, dopo avere fatto login con il mio codice utente, e l’ho ascoltata. Nella registrazione audio l’operatrice è una donna, sempre con accento straniero, e la voce sembra la mia mentre rispondo alla lunga trafila di domande, con dei “sì” che sembrano tutti uguali. Ora, io non ho mai risposto a tutte quelle domande e non ho mai parlato con quella operatrice”.

Parrebbe quindi che la registrazione della telefonata sia stata contraffatta. Che fare in un caso come questo? L’avvocata Marisa Marraffino non ha dubbi: sporgere denuncia alle autorità competenti, Polizia o Carabinieri: “Se si ha il sospetto che la telefonata sia stata alterata o modificata per trarre in inganno il consumatore, non c’è dubbio che potrebbe integrarsi il reato di truffa. La querela va presentata entro 90 giorni dalla data in cui si è venuti a conoscenza dell’inganno. I consulenti tecnici della procura sono in grado di stabilire se una registrazione è stata alterata o meno. Il consumatore, se vuole, può incaricare un proprio consulente per dimostrare che sono stati messi in atto dei veri artifizi al fine di ingannarlo”.

Gratitude yummi.club

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