Petizione per la contraccezione gratuita e consapevole

In Italia i contraccettivi sono interamente a carico di cittadine e cittadini. A differenza di altri paesi europei come la Francia, il Belgio e la Germania, Stato e Regioni non contribuiscono alla spesa, salvo alcune eccezioni come l’Emilia Romagna. Per questo è stata lanciata la raccolta di firme per la petizione Contraccezione gratuita e consapevole indirizzata alla Agenzia italiana del farmaco (AIFA) e Ministero della salute.

Contraccezione gratuita e consapevole

A sostegno della petizione si è formato un Comitato interdisciplinare di esperti ed esperte, che ha selezionato alcuni tipi di contraccettivi (farmaci e dispositivi medici) individuati come i più sicuri ed efficaci anche dal punto di vista del loro utilizzo. La richiesta è rivolta ad Aifa (Agenzia italiana del farmaco) e al Ministero della salute, che hanno competenza su questa materia attraverso l’inserimento di questi farmaci e dispositivi in Fascia A (cioè la categoria di farmaci rimborsati dal Sistema sanitario nazionale). La proposta è frutto di un lavoro di coordinamento scaturito dal convegno nazionale “Libere di scegliere-parto, aborto, contraccezione”, che dal 2012 aggrega decine di operatori ed operatrici in ambito soco-sanitario e della società civile.  

La proposta è in linea con l’Organizzazione mondiale della sanità, che fa rientrare i contraccettivi nella lista annuale delle medicine essenziali – sottolinea il Comitato nella sua proposta. Ma è in linea anche con l’articolo 32 della nostra Costituzione, per cui la salute è un diritto che non deve dipendere dalla condizione economica e dalla posizione sociale, e con la legge 194/1978 sulla interruzione volontaria di gravidanza, che promuove la prevenzione dell’aborto. Ricordiamo che in Italia il 24,8% delle donne in età fertile utilizza sistemi poco sicuri per evitare una gravidanza indesiderata; il 17,5% ricorre alla pericolosa pratica del coito interrotto, il 4,2% si affida ai metodi naturali e il 3,1% alla buona sorte o altri rimedi (dati SIGO, 2016).

Il documento che argomenta le proposte del Comitato riferisce anche di studi importanti, come quello del Choice project con arruolamento di 10mila donne nell’area di Sant Louis in USA. Pubblicato nel 2012, ha dimostrato che “una ottima efficacia si raggiunge con una buona informazione, con un counseling per il tempo giusto ed accurato, superando le resistenze preconcette delle persone e degli operatori e sopratutto con la gratuità”.

Di quali contraccettivi si chiede la rimborsabilità

Il Comitato sottolinea che vi sono oggi a disposizione dispositivi molto più efficaci e semplici da usare rispetto alla pillola anticoncezionale. Sono i LARC (long-acting reversible contraception), cioè la cosiddetta “spirale” (al rame e a rilascio ormonale) e l’impianto sottocutaneo. Ma sono anche costosi. Lo studio già citato (Choice project) dimostra che quando le donne possono scegliere il contraccettivo senza preoccuparsi del prezzo, è a qesti metodi che si rivolgono in prevalenza, con abbattimento del 75% di interruzioni volontarie di gravidanza tra le adolescenti.

Qui in sintesi i contraccettivi per cui si chiede la rimborsabilità da parte del SSN, per cui le Regioni possono chiedere il pagamento di un ticket, salvo eventuali esenzioni anche per reddito

1. Preservativi a scopo anticoncezionale e per la prevenzione delle malattie a trasmissione sessuale, quanto meno per alcune categorie a maggior rischio come i giovani e i partner di persone HIV positive

2. Spirali intrauterine al rame, che garantiscono una protezione anticoncezionale di lunga durata (5 anni) eliminando il rischio di dimenticanza

3. Spirali intrauterine medicate con progestinici, almeno quella con 52 mg di levonorgestrel, che oltre a garantire protezione anticoncezionale è indicata nel trattamento della metrorragia (sanguinamento uterino anomalo)

4. Contraccettivi orali estro-progestinici di seconda generazione, che offrono il miglior profilo di sicurezza rispetto al rischio di eventi tromboembolitici

5. Contraccettivi orali progestinici, indicati per chi non può assumere estrogeni e in allattamento, per programmare e distanziare adeguatamente le gravidanze

6. Cerotti anticoncezionali transdermici e anelli vaginali, che rilasciano attraverso la cute o la mucosa una combinazione di ormoni estroprogestinici

7. Impianti sottocutanei con progestinico, che garantiscono una protezione contraccettiva di lunga durata (3 anni) eliminando il rischio di dimenticanza e sono utilizzabili in allattamento

Per firmare la petizione

Per conoscere i motivi della proposta (documento approfondito)

La proposta in sintesi

Componenti del Comitato per la contraccezione gratuita e consapevole 

Gratitude yummi.club

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