Salute della donna: una settimana di prevenzione gratuita

Donne, drizzate le antenne! Dal 22 al 28 aprile 175 ospedali in tutta Italia aprono gratuitamente le porte alle donne per esami e visite gratuiti, utili alla prevenzione di patologie che le riguardano in modo specifico e momenti informativi dedicati. Sono gli ospedali che hanno aderito all’iniziativa di Onda, l’Osservatorio nazionale sulla salute della donna, ente privato no profit. Dal 2005 Onda promuove un’attività di informazione sulla salute femminile e dal 2007, attraverso il Network Bollini Rosa fa una mappa degli ospedali che offrono servizi di qualità in quest’ambito.

Ospedali Bollino rosa

L’associazione Onda individua e premia gli ospedali italiani che offrono servizi dedicati alla prevenzione diagnosi e cura delle principali patologie femminili. La raccolta delle informazioni è realizzata attraverso questionari inviati a 800 strutture pubbliche e private accreditate, selezionate tra le circa 1000 presenti sul territorio nazionale.

Nel biennio sono stati valutati 253 ospedali248 hanno ricevuto il Bollino rosa, con la supervisione di un Advisory Board di professionisti. Le informazioni inviate dagli ospedali sono vagliate ed organizzate in base ad un algoritmo matematico che attribuisce un punteggio, da uno a tre bollini, per ciascuna prestazione. Sul sito bollinirosa.it sono presenti le schede degli ospedali premiati e i relativi servizi, con una mappa interattiva tramite cui cercare per città e per ospedale (non per servizio, almeno per ora).

Ogni scheda segnala anche il “fiore all’occhiello”, cioè iniziative, progetti, servizi speciali che la struttura offre per le donne e che rappresenta un elemento in più rispetto a quanto valutato quantitativamente nel questionario. I 248 ospedali premiati per il biennio 2016-2017 sono dislocati in tutta Italia ma con una netta prevalenza al nord: Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Liguria, Trentino; in queste regioni hanno aderito al Bollino rosa tra il 20% e il 30% degli ospedali. Al sud le adesioni sono molto basse: Basilicata 5%, Calabria 4%, Puglia 7%, Lazio 11%.

Open week Come funziona

La “Open week” dedicata alla prevenzione è lanciata da Onda in occasione della prima Giornata nazionale della salute della donna. Nei 175 ospedali del Network Bollini Rosa che hanno aderito all’iniziativa della settimana aperta, saranno offerti gratuitamente circa un migliaio di servizi diagnostici e informativi nell’ambito di 12 aree specialistiche, che trovate qui.

Per sapere quali servizi sono proposti nella vostra città, in quali ospedali, in che orari e con quali modalità di accesso, bisogna interrogare la base dati attraverso il motore di ricerca presente sul sito bollinirosa.it. È possibile selezionare città e servizio richiesto (incontro formativo, esame strumentale, visita o altro). Cliccando sul nome dell’Ospedale, si apre la scheda con tutte le informazioni necessarie per accedere al servizio. Si trovano anche iniziative che non ti aspetteresti dall’Ospedale, come il corso di autodifesa offerto dalla Clinica Mangiagalli di Milano.

Da un rapido test sul database abbiamo verificato che una parte consistente delle proposte riguarda incontri  formativi. Non mancano però visite ed esami strumentali (mammografia, ecografia, moc, etc.). «In tempi di forte contenimento della spesa è anche comprensibile», commenta Francesca Merzagora, presidente di Onda, che sottolinea la disponibilità del personale dell’Ospedale nel mettersi in gioco e il valore informativo e formativo di questa iniziativa, che non va a sostituire il rapporto con il medico di base: «Vorremmo che questa fosse un’occasione di avvicinamento alle cure e di presa di coscienza. Non tutte le donne sanno, ad esempio, che quando si entra in menopausa si ha un calo della protezione ormonale in cui i fattori di rischio d’infarto, che è la prima causa di morte per le donne, aumentano molto e quindi è importante condurre una vita sana, fare sport, avere una dieta corretta».

Salute di genere

Donne e uomini infatti non si ammalano allo stesso modo e la cura adatta a lui può non essere adatta a lei. Vale anche il contrario, ma il fatto è che fino all’altro ieri il modello per la medicina è stato il maschio adulto. Mentre con “salute di genere” si intende un approccio che di recente sta modificando la medicina nel senso di renderla più personalizzata, adatta anche a soggetti diversi (donne e bambini). Non solo infatti alcune patologie colpiscono più un sesso dell’altro, come ad esempio il tumore per gli uomini, infarto e ictus per le donne. Non solo alcune condizioni di rischio sono legate in modo specifico alla fisiologia femminile, come l’osteoporosi in menopausa. In molti casi sono le condizioni sociali a favorire in un sesso più dell’altro l’esito patologico di una situazione di malessere, crisi o di disagio: i disturbi del comportamento alimentare ne sono un esempio. La povertà non è una malattia ma colpisce più frequentemente le donne che, in conseguenza, sono più esposte al rischio di non potersi curare adeguatamente – e con questo esempio speriamo di avere dato un’idea della complessità che sta dietro ad un approccio di genere alla salute.

Al termine della settimana aperta gli Ospedali offrono un report da cui è possibile avere alcune indicazioni circa i temi di interesse e le aree in cui c’è poca sensibilità o attenzione da parte delle donne. Francesca Merzagora: «Le tematiche di maggior interesse sono legate all’area della salute mentale: ansia, depressione, psicosi, problemi del sonno. La seconda è l’osteoporosi, visto l’aumento dell’età nella popolazione maschile. Il rischio cardio-vascolare ancora è sentito poco, quindi lì c’è da fare tanto».

Gratitude yummi.club
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