#nondisturbarmi

Un tormento. Quello che danno le chiamate indesiderate che arrivano a tutte le ore del giorno. Driin driin: “Buongiorno sono giuliana vorrei proporle…”. NOOOOO. Chi non ha mai reagito magari con sconstanza a quella vocina inopportuna? Poi certo dispiace, i ragazzi dei call center, potrebbero essere amici nostri o dei nostri figli, ma quando le proposte si contratti, acquisti, cambio traffico e così via sono quasi quotidiane la tentazione di cambiare numero di telefono è forte. Purtroppo serve a poco, e per difendersi dal telemarketing aggressivo ha fatto flop anche il registro delle opposizioni  che doveva servire a chi si iscrive per esprime il diritto di opposizione alle chiamate di telemarketing. Inefficace, perché se abbiamo già espresso il nostro consenso al trattamento dei dati magari in altre occasioni (come ad esempio per sottoscrivere una carta fedeltà o qualsiasi contratto) il telefono continuerà a squillare!

Che fare?

Allo stato attuale, per difenderci abbiamo il diritto di sapere chi ha dato al call center il nostro numero, cioè a chi abbiamo ceduto i dati per usi pubblicitari, così che possiamo revocare il nostro consenso inviando una raccomanda A/R con la richiesta di cancellazione. Se malgrado ciò le telefonate non si fermano, non resta che fare una segnalazione al Garante della Privacy o alla Polizia Postale.

prevenire meglio che curare

L’ideale sarebbe sempre evitare di dare il proprio consenso ai fini di marketing. Purtoppo non è sempre facile distinguere tra le varie autorizzazioni che ci chiedono di firmare quale sia il consenso obbligatorio, quello cioè necessario per fruire un servizio. Così per fretta o per raggiro mettiamo altre firme per fini commerciali o per per cedere dati a terzi che invece non possono essere obbligatori.

#nondisturbarmi la petizione

Per questo motivo Unione Nazionale Consumatori, Cittadinanzattiva, Movimento Difesa del Cittadino e Udicon hanno lanciato la petizione per un teleselling rispettoso della privacy e delle persone stop chiamate indesiderate che ha già ottenuto oltre 2mila firme

cosa chiediamo
  • Introduzione di un meccanismo di corresponsabilità tra l’azienda che avvia la campagna e il call-center che fa le telefonate (per evitare rimpalli di responsabilità e di dover perseguire piccoli call-center con sede all’estero), prevedendo anche un attività di monitoraggio e di educazione da parte del gestore.
  • Potenziamento del Registro pubblico delle opposizioni, così da ampliarne le prerogative prevedendo: la possibilità di iscrivere anche i numeri di cellulare e soprattutto che una volta iscritto il proprio numero, si possano così “cancellare” tutti i precedenti consensi (in modo tale da consentire al cittadino di riprendere il pieno controllo dei propri dati).

Sarebbe inoltre preziosa l’istituzione di un Registro per censire le campagne promozionali (con indicazione dell’operatore che lancia la campagna, il periodo di riferimento e i numeri utilizzati per chiamare i consumatori) così da evitare all’utente indagini complicate per scoprire chi lo ha disturbato

  • Incentivare gli operatori a gestire meglio i dati in loro possesso: il sistema attuale è costruito in modo tale da disincentivare le buone pratiche. Oggi, infatti, il pagamento alla Fondazione Ugo Bordoni (che si occupa del Registro) è proporzionale all’attività di scrematura dei numeri: tanto più pulisce le liste, tanto più l’azienda deve pagare la Fondazione. Ma in questo modo si disincentivano le imprese a cancellare i numeri, che preferiscono pagare le sanzioni, mentre sarebbe meglio stabilire il pagamento in base al fatturato.

 

Gratitude yummi.club
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