Telefonate mute? No grazie

Driin, driin, driin. Ore 20.30, siete a tavola, un sabato sera, finalmente relax. Giornata di riposo ma impegnativa. Squilla il telefono. Andate a rispondere, ma dall’altra parte non c’è nessuno. È una chiamata muta. È la prima di una serie, siatene certi, perché si tratta di telefonate fatte da call center per finalità commerciali. Già, direte voi, ma se non mi parlano che telemarketing è?

Tranquilli, se siete sull’elenco telefonico, o se avete autorizzato l’uso del vostro numero di telefono – e di certo lo avete fatto inconsapevolmente – e non vi siete iscritti al registro delle opposizioni, prima o poi la telefonata commerciale andrà a buon fine.

Ecco spiegato cos’è una telefonata muta:  i call center, per ottimizzare i tempi, utilizzano sistemi automatizzati che generano più chiamate rispetto al numero degli operatori disponibili a gestirle, quindi, non possono parlare con l’utente (e la telefonata resta appunto “muta”) finché non si liberano dalle chiamate precedenti che il sistema ha instradato automaticamente.

Un vantaggio per il call center per assicurarsi che i propri operatori, al termine di ciascuna telefonata effettuata, ne abbiano sempre a disposizione un’altra già instradata, evitando che rimangano inattivi o si ingenerino tempi morti. I lavoratori sfruttati, gli utenti vessati.

Ci si può difendere? In teoria sì perché per limitare comportamenti e pratiche commerciali invasive il Garante per la privacy ha stabilito, per esempio che un call center

  • non fare più di 3 telefonate “mute” ogni 100 andate “a buon fine”;
  • la chiamata “muta” deve interrompersi trascorsi 3 secondi dalla risposta dell’utente;
  • a seguito di una chiamata “muta” deve essere preclusa la possibilità di richiamare quella stessa utenza per almeno cinque giorni;
  • l’eventuale successivo riuso di quel numero deve avvenire in modo da assicurare la presenza di un operatore.

In teoria, queste disposizioni dovrebbero rendere residuale la possibilità di ricevere una chiamata muta.Già, ma chi controlla? Anche perché se le regole sul telemarketing, prevedono, per esempio, che il numero da cui venite chiamati sia visibile sul display, questo non succede quasi mai. Avete presente la scritta “fuori area”? Ecco!

Per la verità, il Garante per la privacy si attiva, per proteggerci dagli abusi, ma solo se vi siete iscritti al Registro delle Opposizioni. Altrimenti siete fregati, più o meno. Da quando è stato istituito nel febbraio 2011, il Garante ha ricevuto da parte di abbonati iscritti al Registro, oltre 20mila segnalazioni e 2.600.000 euro (dato aggiornato al 31 dicembre 2015) di multe per violazione della privacy.

Non vi resta dunque che iscrivervi al Registro delle Opposizioni. Ricordate però che se avete dato il consenso, magari inconsapevolmente (il che è matematico…) all’uso dei vostri dati per fini commerciali, non vi salverete. Fra l’altro lo spot che pubblicizzava l’iscrizione a questo registro, si conclude con una frase ambivalente. Ascoltatelo fino alla fine poi diteci se siamo noi di C&C a pensar male…

 

Gratitude yummi.club

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