Vaccini, studiamoli prima di proporli in blocco

Uscire dalla logica degli opposti schieramenti, per entrare nella logica del dibattito scientifico. È quanto propone di fare la Rete Sostenibilità e salute in tema di vaccini, con l’obiettivo delle migliori scelte di sanità pubblica. La Rete, che al suo interno raccoglie oltre 25 associazioni composte da medici, operatori sanitari e cittadini, aderisce sì al concetto di vaccinazione, sottolineandone i benefici, ma ritiene che non sia possibile discuterne come qualcosa da prendere o lasciare in blocco. 

Di molti vaccini è provato che gli effetti positivi, sia a livello individuale che di comunità, sono di gran lunga superiori ai possibili effetti negativi. Ma su altri vaccini, spiegano dalla Rete sostenibilità e salute, non sono altrettanto solide le prove scientifiche disponibili per decidere se debbano essere proposti a tutta la popolazione o solo in alcuni gruppi. Altri ancora sono collocabili in “aree grigie meritevoli di ulteriori indagini, in cui le prove scientifiche a disposizione non permettono di raggiungere conclusioni solide”. 

Nella seconda categoria, cioè quella dei vaccini da tenere sotto osservazione prima di proporli a tutta la popolazione, vi è l’antimeningococco B, assunto dalla Rete come esempio anche per il clamore mediatico creato intorno ai casi di meningite. Nella scheda esemplificativa a cura della Rete sostenibilità e salute, leggiamo che 

Da oltre un anno non passa giorno che i media non diano notizia con clamore di un caso di meningite, spesso neppure meningococcica. Da mesi le autorità sanitarie ripetono che non c’è un’epidemia in atto, ma concludono sempre con l’invito a vaccinarsi

I punti di criticità sollevati dalla rete in rapporto al vaccino contro il batterio meningococco sono diversi. Li sintetizziamo qui, rimandando alla scheda per chi volesse approfondire:

  1. Il Piano nazionale vaccini 2016/2018 prevede l’offerta gratuita del vaccino, ma a chiedere la vaccinazione sono anche strati crescenti di popolazione allarmata che non rientrano nell’offerta del Piano. Questa corsa al vaccino è giustificata, dal momento che manca un’informazione sull’entità del rischio reale rispetto a quello percepito?
  2. Il vaccino è tutt’ora sottoposto a monitoraggio per quanto riguarda efficacia pratica protettiva, durata nel tempo, e potenziale di eradicazione del batterio.
  3. La procedura effettuata per il rilievo degli eventi avversi è discutibile, secondo l’Istituto superiore di sanità. I quattro studi clinici randomizzati (RCT) valutati per la registrazione del farmaco, effettuati su 5.600 vaccinati contro il batterio, non riportano infatti tutti gli eventi avversi rilevati, ma soltanto quelli su eventi giudicati dai ricercatori “imputabili al vaccino”. Anche così, gli eventi avversi riportati sulle poche migliaia di vaccinati sono, secondo la Rete, “allarmanti”.
  4. La farmacovigilanza in atto non è sufficiente.  Il controllo e la sorveglianza dei farmaci in commercio si basa, per essere efficace, su RCT cioè studi clinici controllati randomizzati. Si tratta di studi clinici che osservano gli effetti dei farmaci su due gruppi di soggetti: uno che riceve il trattamento e l’altro che non lo riceve o ne riceve uno diverso. L’assegnazione del trattamento ai soggetti deve avvenire con un metodo casuale. I risultati sono poi analizzati con metodo statistico. Per quanto riguarda il vaccino antiMenB, scrive la Rete, “dopo che in Italia si è effettuato un numero di vaccinazioni sul campo enormemente superiore a quello dei quattro RCT (Studi clinici randomizzati) citati nel Rapporto IstiSan (Rapporto Istituto superiore di sanità), sembra evidente una sottovalutazione pubblica delle reazioni al vaccino”. 

Quindi, nell’incertezza, che fare? L’indicazione della Rete sostenibilità e salute è che per “affrontare un tema complesso come quello dei vaccini sia necessario uscire dalla sfera ideologica e avviare una seria riflessione collettiva a partire dalle prove scientifiche disponibili e senza forzature”. Inoltre “dovrebbe invece essere possibile esprimersi su ogni singolo vaccino e su ogni strategia vaccinale, come si fa per farmaci differenti, sia pure accomunati da meccanismi d’azione simili”. 

Leggi il documento completo.

Gratitude yummi.club
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