La pillola del giorno dopo

Autorizzata la pillola dei cinque giorni dopo in farmacia senza ricetta anche per le minorenni. Come funziona e quali differenze tra le pillole in commercio.

Ascolta “La pillola del giorno dopo di Eleonora Cirant” su Spreaker.

Per prevenire una gravidanza non desiderata non c’è niente di meglio della contraccezione regolare, sia che si scelga un “metodo barriera” come il profilattico, sia che si opti per i contraccettivi ormonali. Ma un incidente può sempre capitare: il profilattico che si sfila durante il rapporto, una pillola dimenticata, la spirale tolta e non ancora rimessa. In queste situazioni, insomma ogni volta che c’è la certezza o il sospetto che qualche spermatozoo in libertà abbia preso la strada verso l’utero, le donne possono ricorrere alla contraccezione d’emergenza, detta anche “post coitale” visto che si prende dopo il rapporto sessuale.

La contraccezione d’emergenza va presa entro cinque giorni dopo, fino a 120 ore dal rapporto non protetto, se si utilizza EllaOne, il medicinale a base di Ulipristal acetato; entro tre giorni, fino a 72 ore, se si utilizzano i farmaci a base di Levonorgestrel, come Norlevo. Ulipristal acetato si è dimostrato fino a tre volte più efficace del Levonorgestrel. 

Nel 2015, l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) aveva tolto l’obbligo di ricetta medica su entrambe le pillole, ma solo per le maggiorenni. Le minorenni potevano acquistarla in farmacia solo con ricetta medica. 

Quest’obbligo è venuto meno con la direttiva Aifa dell’8 ottobre scorso e dunque anche le minorenni possono acquistare la pillola dei cinque giorni dopo in farmacia. Il costo è intorno ai trenta euro.

Sia Ulipristal acetato che Levonorgestrel agiscono bloccando l’ovulazione. L’Ulipristal acetato, contenuto in EllaOne agisce con più efficacia perché funziona anche quando è già cominciato il cosiddetto picco dell’LH che fa partire l’ovulazione. Bisogna sottolineare che non si tratta in alcun modo di un farmaco abortivo, perché non ha azioni sull’endometrio, ma sull’ovulazione. Tanto è vero che se l’ovulazione e la fecondazione c’è già stata, la gravidanza va avanti. E’ stato dimostrato che quelle 9 su 1000 donne che rimangono incinta malgrado abbiano preso EllaOne, non hanno avuto danni anche se hanno portato avanti la gravidanza. 

I farmacisti non possono rifiutarsi di vendere questi farmaci invocando l’obiezione di coscienza, perché non sono abortivi. Potrebbero anzi essere portati in tribunale da una una donna o una ragazza che dimostrasse di essere rimasta incinta perché non ha avuto da loro la contraccezione d’emergenza. 

Quanto agli effetti indesiderati, possono manifestarsi cefalea, nausea, sbalzi d’umore. Rispetto ad altri farmaci da banco, come ad esempio i comuni farmaci anti-dolorifici, gli effetti collaterali sono sicuramente di meno. Può essere utile sapere che le pillole per la contraccezione d’emergenza potrebbero interferire sul momento della mestruazione successiva, provocando quindi un sanguinamento prima di quanto sarebbe atteso. 

Agevolare l’accesso alla contraccezione di emergenza per le ragazze è una misura di tutela della loro salute, come specificato dalla stessa Agenzia italiana del farmaco:

Si tratta di una svolta per la tutela della salute fisica e psicologica delle adolescenti. La maggior parte delle gravidanze adolescenziali, infatti, non sono pianificate e molte terminano con un aborto. L’evento nascita nelle adolescenti si accompagna spesso a situazioni di rischio, connesse sia alla difficoltà della giovane madre di accedere ai servizi materno-infantili, sia a una serie di problematiche di notevole portata sul piano interpersonale e psicologico: le madri adolescenti, infatti, hanno non solo meno probabilità di portare a termine gli studi e di conseguenza una minore possibilità di occupazione e di futuro inserimento nel mondo del lavoro, ma anche maggiori probabilità di crescere i propri figli da sole e in povertà. La gravidanza adolescenziale, inoltre, è associata a un più elevato rischio di morbosità/mortalità perinatale. 

Infatti, come evidenziato nel giugno 2020 nella Relazione al Parlamento del Ministro della Salute, secondo i dati 2018, «l’aumento dell’uso della contraccezione d’emergenza – levonorgestrel (Norlevo), la “pillola del giorno dopo”, e ulipistral acetato (EllaOne), la “pillola dei 5 giorni dopo” – ha inciso positivamente sulla riduzione delle interruzioni volontarie di gravidanza (IVG), che è in continua e progressiva diminuzione dal 1983». Eliminare l’obbligo di ricetta per la contraccezione di emergenza per le minorenni intende favorire, dunque, il raggiungimento dell’ambiziosa meta della riduzione del tasso di concepimento sotto i 18 anni nel quadro di miglioramento, in particolare, della salute sessuale delle adolescenti e, più in generale, della salute pubblica.

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